Ripartono i lavori del celebre e conosciutissimo “Chalet” sul lago di Posta Fibreno

Ripartono i lavori del celebre e conosciutissimo “Chalet” sul lago di Posta Fibreno. Un locale che ha rappresentato per decenni il luogo d’incontro di tante persone di tutta la Ciociaria per la sua particolare caratteristica di affacciarsi sullo splendido lago postese. Dopo mezzo secolo di attività del caratteristico locale si è reso necessario adeguare la struttura e sono partiti i lavori ma al momento dell’approvazione del progetto di completamento sono sorti problemi che hanno fortemente ritardato l’ultimazione dell’opera. Il progetto che ottenne i consensi, nato da un concorso d’idee, venne regolarmente autorizzato ed il responsabile del procedimento diede inizio ai lavori.
«Realizzata la prima parte del progetto, l’amministrazione, al fine di migliorare l’opera, predispose un progetto di completamento che come si evince dalla nota dell’assessorato Regionale all’Urbanistica e Casa è perfettamente compatibile “le lievi varianti apportate non vanno ad incidere in maniera sostanziale sul progetto originale” – ha precisato il sindaco Sante Mele -. Pertanto, convinti di poter presto riprendere i lavori, l’Amministrazione Comunale ha indetto una conferenza di servizio invitando gli enti interessati per acquisire i relativi pareri.
La conferenza si è tenuta regolarmente e velocemente grazie al lavoro del nuovo responsabile dell’ufficio tecnico comunale presso l’Assessorato Regionale Urbanistica e Casa, Direzione Urbanistica e Beni Paesaggistici. Erano assenti il rappresentante della Soprintendenza per i Beni Paesaggistici e gli uffici competenti della Riserva Naturale Lago di Posta Fibreno (presente solo il il primo cittadino postese che ne è presidente ndc). L’Assessorato Regionale all’Urbanistica e Casa ha espresso parere favorevole che venne confermato con una nota ufficiale. La Soprintendenza, entro i 60 giorni previsti dalla legge, esprime parere favorevole. Gli uffici della Riserva Naturale, invece, non hanno fanno pervenire alcuna osservazione nei termini di legge e, pertanto, ciò equivale a parere favorevole. A questo punto l’Amministrazione Comunale ha proceduto all’appalto dei lavori. La sorpresa arriva quando vengono sollevate una serie di nuove problematiche investendone sia il Comune che l’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio oltre i termini previsti dalla normativa che regola l’istituzione della conferenza di servizi . A questo punto sono iniziati gli innumerevoli “viaggi della speranza” per far comprendere agli uffici regionali e a quelli della Riserva che il progetto di completamento non incide in maniera sostanziale su quello originario già realizzato e che la nuova costruzione, sia dal punto di vista strutturale che ambientale, è sicuramente più idonea e migliore di quella preesistente senza prevedere aumento del carico urbanistico né di destinazione d’uso. Sembrava di parlare con persone che non volessero ascoltare. Finalmente arrivano le osservazioni scritte dagli uffici dell’Area Conservazione Natura e Osservatorio Regionale per l’Ambiente. Nonostante gli incontri informali e l’attenta e prolungata analisi dei documenti depositati dal comune ancora sollevavano dubbi. In sostanza volevano sapere se i pesci e gli uccelli potevano essere esposti a rischio a seguito dell’apertura del bar – ristorante “…specie faunistiche potenzialmente sensibili al disturbo in fase di esercizio” e se potevano subire danni dai rumori, dalla musica e dalle luci “…potenziale disturbo alla fauna da inquinamento luminoso e acustico”. Inoltre, chiedevano ulteriori chiarimenti sullo smaltimento delle acque reflue, sulle sorgenti e su aspetti geologici. L’Amministrazione Comunale ha, allora, interpellato esperti del settore (un ingegnere esperto ambientale, un biologo ed un geologo) che hanno fornito agli uffici regionali tutti i chiarimenti richiesti che confermano la compatibilità ambientale dell’opera. Per ulteriori approfondimenti , gli uffici regionali hanno convocato un tavolo tecnico tenutosi il 14/07/2010. Nonostante gli ulteriori chiarimenti non perveniva alcuna nota in merito. A questo punto è apparso chiaro che i tempi si sarebbero allungati. Abbiamo cercato, allora, di ottenere un incontro con il nuovo Assessore Regionale all’Ambiente al fine di metterlo al corrente di questa situazione. Grazie all’interessamento del Sen. Oreste Tofani siamo riusciti a sottoporre il problema al nuovo Assessore Regionale Marco Mattei. Finalmente, dopo quasi due anni di traversie, grazie alla sensibilità del Sen. Oreste Tofani e dell’Assessore Mattei siamo riusciti ad ottenere il parere favorevole sulla Valutazione di Incidenza ed i lavori sono ripresi e procedono. L’assurdo di questa situazione è che al fine di recuperare la struttura esistente eliminando gli inconvenienti sismici, igienico sanitari e riqualificandola a livello architettonico ed ambientale, è trascorso tutto questo tempo. La vecchia struttura, fortemente impattante, invece avrebbe potuto continuare ad essere utilizzata senza nessun problema. In conclusione – termina il primo cittadino -, comprendiamo le critiche legittime dei cittadini per il ritardo, anche se alcune improprie e non corrispondenti alla realtà, ma l’Amministrazione Comunale ha voluto migliorare la struttura rendendola più funzionale e quindi a lavori ultimati risulterà essere più appetibile ai privati che attraverso un bando andranno a gestirla con la conseguenza che il Comune ne trarrà maggiori profitti. Infatti, il Comune ha totalmente finanziato l’opera ed proprietario della struttura pertanto questa amministrazione si è sempre impegnata al massimo per ultimare i lavori e i ritardi, come ampiamente spiegato e dimostrato, non sono dipesi e attribuili alla stessa».

La Provincia
M. Di Cocco

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